Davide Cadeddu, consulente pedagogico
Supervisione, consulenza, formazione
Accompagno gruppi di lavoro, servizi e scuole nell’esame della propria pratica professionale. Lavoro nel campo socioeducativo da oltre trent’anni, prima come educatore e coordinatore di servizi, e negli ultimi dieci anni come supervisore pedagogico di équipe, formatore e consulente.

Che cosa faccio
Tre attività diverse, un solo mestiere
Consulenza e supervisione, formazione, ricerca e scrittura hanno tempi e destinatari diversi, ma lo stesso impianto di metodo: non forniscono soluzioni preconfezionate, ma strumenti per leggere le situazioni e per decidere come intervenire.
Consulenza e supervisione
Lo spazio regolare in cui un’équipe esamina le situazioni che ha in carico, riconosce i propri nodi e rilegge la propria funzione. Di gruppo, individuale, o rivolta all’assetto dell’organizzazione.
Formazione
Trentasei percorsi nel catalogo 2026, per i gruppi di lavoro, le équipe dei servizi, le scuole e i genitori. La forma di ciascuno si definisce con chi lo richiede.
Ricerca e scrittura
La supervisione pedagogica di équipe, in uscita a marzo 2027 per le Edizioni La Meridiana, e la ricerca sulla detenzione amministrativa, avviata con il saggio del 2013.
Gli ambiti
Dove si concentra il lavoro
I conflitti
La gestione dei conflitti nei gruppi e nelle organizzazioni, letta come occasione di apprendimento e non come guasto da riparare. L’approccio tiene insieme la maieutica appresa al Centro PsicoPedagogico di Piacenza, gli studi di Ugo Morelli e di Enzo Spaltro e la pedagogia nonviolenta.
I gruppi di lavoro
Le dinamiche implicite che attraversano le équipe, cioè le alleanze, i ruoli informali e i conflitti latenti, insieme agli stili di coordinamento che sostengono l’autonomia di chi lavora.
La supervisione
L’elaborazione delle situazioni difficili, la prevenzione del logoramento professionale e la costruzione di un metodo personale per chi a sua volta supervisiona.
La scuola
La didattica attiva e l’educazione outdoor, la conduzione del gruppo classe, l’alleanza fra insegnanti e genitori e la gestione dei litigi fra bambini e ragazzi.
Un tema che attraversa tutto il resto
L’intelligenza artificiale nei servizi
L’intelligenza artificiale è entrata nei servizi educativi e sociali e nelle scuole in assenza di regole interne, e chi scrive relazioni, verbali e progetti si trova a scegliere fra rinunciare a uno strumento utile e trasmettere a un fornitore esterno, cioè all’azienda che gestisce il servizio di intelligenza artificiale, i nomi e le vicende dei destinatari dell’intervento. È una questione pedagogica prima che tecnica, e la seguo su tre piani: un percorso formativo che aiuta l’ente a darsi una linea, uno strumento che la rende praticabile, e una formazione breve sull’uso dello strumento.
1. La formazione sull’intelligenza artificiale
Per l’ente che deve darsi una linea sull’uso dell’intelligenza artificiale: sei primi passi, dalla ricognizione degli usi già in corso alla definizione di una regola interna, fino a un lessico comune per tutte le figure professionali.
2. Lo strumento: ilLasciapassare
Un anonimizzatore di documenti che copre i dati personali prima che il testo esca e li rimette al loro posto quando la risposta torna, senza collegarsi a internet.
3. La formazione sull’uso del programma
Per l’équipe che adotta ilLasciapassare: che cosa il programma copre e che cosa lascia scoperto, come si legge ciò che segnala, come si inserisce nelle procedure di scrittura del servizio. Di norma un incontro.
Per un primo contatto
Per una supervisione, un percorso formativo, una consulenza o per ottenere ilLasciapassare, potete scrivermi o chiamarmi ai seguenti contatti.